Come colpire la palla è l’insegnamento principale che un maestro di tennis deve …

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Come colpire la palla è l’insegnamento principale che un maestro di tennis deve apportare ai suoi allievi.
Nessuno però, può insegnare le emozioni che si legano a quei fili di Nylon involontariamente, come una magia spontanea che si rivela ogni volta.
Ogni volta che un tennista come Roger Federer scende in campo. Unico esemplare del suo genere.
La partita con Marin Cilic è la ciliegina sulla torta a quelle infinite domande che ci si può porre. “Ma ancora ci riesce?” è la domanda principale che invade gli schermi.
La risposta è il Norman “Trophy”, la coppa figlia degli Australian Open, la coppa che Ashley Cooper, campione qui nel ’57 e nel ’58 e australiano di nascita, consegna ad un Federer super emozionato.
Non è il primo Slam che vince, ma il ventesimo. Calcolando che in ogni anno se ne giocano 4, la statistica impressiona ancor più del lato umano di Federer. Il lato umano che un appassionato più attento identifica con il Federer versione Oldani della pubblicità della Barilla. Fa il giro del mondo tra foglie di basilico e colpi in controbalzo, ma ancora riesce ad avere umiltà (fine gara) e rabbia (col giudice di linea) delle prime volte.
“Sarebbe bello poter rivivere tutto come fosse la prima volta” aveva detto prima di incontrare l’astro nascente Hyeon Chung in semi. Oggi è ancora la prima volta sottoscriviamo noi.
Vorrei analizzare la partita tecnicamente e tatticamente, ma sarebbe trasformare quello che è stato un misto tra pugilato, tennis e scacchi in un semplice relegato di parole che non conoscono l’emozione del “io c’ero”, quello che da casa o dal vivo puoi esclamare grazie alla diretta tv. E allora la si rimanda ai prossimi giorni, quando in campo ci saranno i classici tentativi di emulazione dei bambini o dei più grandi. […] La si rimanda perché, questa vittoria dal sapore di moto perpetuo, nasce, muore e rinasce in un brivido di una lacrima trattenuta. Una di quelle che lo svizzero non ha saputo trattenere. “Abbiamo bisogno di un clown in questo circo” aveva esclamato Roger Federer riferendosi al mondo legato al suo sport.

Direi che il clown ora l’abbiamo, e oltre a far ridere, sa anche commuovere. [Dal blog]

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